❴PDF / Epub❵ ★ Apteka w getcie krakowskim Author Tadeusz Pankiewicz – Dailytradenews.co.uk



10 thoughts on “Apteka w getcie krakowskim

  1. says:

    The Krakow Ghetto Pharmacy was a strangely difficult book to find in print I ve been meaning to read it for a few years now but the only print editions I could find were in Polish Luckily it s available in multiple editions, versions and formats That being said, it s a harrowing read and not one that I d recommend for every reader simply because of the level of brutality brought up in it in regards to the Holocaust It s still a book that I think many people should try to read though if they can handle it, because as shocking as it is, it s a true account of the horrors of that time and also a timeless response to deniers , those who believe that the Holocaust was a deliberate hoax, to alert them to the reality of the situation.


  2. says:

    Un amico sopravvissuto alla guerra ed tornato a trovarmi Non mi sento felice nella piena accezione del termine , mi ha detto con voce spenta E dire che ci sono stata, a Cracovia, e alla farmacia di Pankiewicz ci sar anche passata davanti, eppure i ricordi sono vaghissimi Scartabellando su internet, trovo conferma di quello che era il mio unico ricordo certo in quelle vie nulla rimasto uguale a come fu un tempo, nemmeno le stesse vie hanno pi il nome di un tempo, almeno non tutte Ti portano in una piazza e ti dicono che dove ora c quel palazzo, durante la seconda guerra mondiale c era la tal strada Ti mostrano la fiancata di un altro palazzo e ti dicono che qui prima c era l ingresso della Emailfabrik Impossibile ricordarsi che cosa c adesso dove prima c era la farmacia All Aquila Ho ricordi molto pi dettagliati della lettura di Schindler s List di Keneally, per quanto essa risalga a diversi anni prima della gita di cui sopra E sono in grado di distinguere con una certa precisione i ricordi del libro dal film, peraltro anche quello ottimo Del resto, molti piccoli episodi visibili nel film combaciano con quello che qui si racconta Questa storia vera procede parallelamente a quella di Schindler, si svolge proprio nelle stesse vie e procede altres parallela a quella di Szpilman, a neanche tanti chilometri di distanza E proprio come Szpilman, anche Pankiewicz un sopravvissuto I loro due libri hanno molto in comune, sia nel contenuto, che nello stile, che nella storia personale del narratore L unico rimpianto di non aver visto spuntare tra queste pagine la figura di Itzhak Stern ovviamente nelle sembianze di Ben Kingsley , neanche in un piccolo episodio Peccato, me l aspettavo proprio Il mio giudizio di quattro stelle ovviamente si riferisce all aspetto letterario dell opera, non certo agli eventi raccontati che fanno parte della Storia e non sono giudicabili in nessun modo Il racconto copre un periodo che va dalla primavera del 41 al dicembre 43, tutto vissuto dal farmacista all interno del ghetto di Cracovia, dalla sua istituzione fino alla liquidazione Con una scrittura estremamente piana e semplice, si narrano le peggiori brutture che si possono immaginare ma soprattutto si ricostruisce un atmosfera, arie e sensazioni, e pur trattandosi del biennio pi buio in assoluto della storia dell umanit , le sensazioni trasmesse non sono proprio tutte negative, insomma il messaggio che si percepisce tra le righe che il lumicino della speranza rimane sempre acceso Se avesse scritto questa cosa in termini espliciti mi sarebbe parsa una zuccherosit tanto superflua quanto anacronistica, ma un messaggio costruito per sensazioni anzich per parole esplicite, ha un altro valore Molte le riflessioni su tanti temi collaterali sull arduo compito che in quegli anni si sobbarcarono i membri dello Judenrat e su come le numerose critiche piovute su di loro siano state ingenerose oppure sui sempre pi frequenti casi di depressione e prostrazione nervosa, il diffondersi dell alcolismo tra persone che prima non avevano mai toccato un goccio d acool cose piuttosto banali ma sulle quali altri testi non si soffermano pi di tanto Dottore , mi disse uno dei frequentatori della farmacia, indicandomi la finestra che dava su piazza Zgody, mi dica come mai ci sono cos pochi pazzi in giro dopo tutto quello che la gente ha dovuto sopportare Possono le cellule grigie del nostro cervello reggere cos tanto dolore In fondo, prima della guerra i matti non mancavano, ma che mai potevano aver sofferto, quelli, in confronto alle nostre tragedie, alla nostra infelicit Non c una trama, non c il seppur minimo tentativo, non dico di dare un po di fiction al resoconto, ma nemmeno di focalizzare il discorso su uno o due personaggi in particolare e costruire il racconto intorno a loro questo rende la lettura un po piatta ma estremamente sincera Il primo capitolo rievoca le atmosfere della farmacia con tutti i suoi frequentatori, parlandone come di un unica grande famiglia o ancor meglio come di un circolo culturale anche se a tratti si riduce ad un mero elenco di nomi, cognomi, professioni Questa faccenda dell elenco si trova anche in altri passi dei capitoli successivi, ma Pankiewicz spiega bene la sua volont di testimoniare e il suo sforzo per cercare di ricordare pi persone possibili, sia per la memoria di coloro che non sono pi , sia per essere a fianco di coloro che sono sopravvissuti Nel secondo capitolo compaiono gli orrori delle espulsioni dal ghetto e deportazioni, e nel terzo, oltre alle brutture, compaiono le eccezioni i personaggi che, alla maniera di Schindler, hanno tentato il possibile per aiutare qualcuno alcuni soldati tedeschi che, pur non contravvenendo agli ordini ricevuti, non trovano nulla da ridere in quel che si svolge sotto i loro occhi tra gli ebrei diversi casi di suicidio, ritenuto preferibile all ignoto della deportazione, e ancor pi rari, ma a maggior ragione degni di nota, i casi di resistenza e sabotaggio Rarissimi, per non dire unici, i casi di ebrei che abbiano implorato piet dai tedeschi Pankiewicz tiene a sottolineare come in tanti siano riusciti a comportarsi con dignit anche nei momenti peggiori in assoluto Gli ebrei di Cracovia perirono, vero, senza mettere in atto tentativi di liberarsi paragonabili alla difesa del ghetto di Varsavia, ma morirono con coraggio, con dignit , senza umiliarsi davanti all occupante.Dal quarto capitolo si profila all orizzonte il campo di P asz w e gli orrori proseguono verso quel genere di epilogo che tutti ben conosciamo Nel finale si trova un punto di vista non dico inedito ma comunque insolito generalmente, a questo punto della Storia, i riflettori si spostano su quel che accade nei campi di concentramento e di sterminio, invece Pankiewicz resta ad osservare il ghetto svuotato e deserto, una vera e propria citt di fantasmi, con le rivalit tra SS e Gestapo che si contendono i beni materiali rimasti in questa citt dei morti, proprio come iene e sciacalli a contendersi una carogna Il resoconto si chiude senza nessuna morale o lezioncina, a conferma che qui non c nessun intento di filosofeggiare ma il solo e pulito bisogno di testimoniare Forse dal punto di vista delle nozioni e della conoscenza questa lettura non aggiunge chiss quanto a quel che gi ho letto, eppure sempre bene tornare, di quando in quando, a questo genere di testimonianze E se ripenso alla gita a Cracovia e ad Auschwitz di cui parlavo all inizio, quasi quasi penso che per le persone sia per le scolaresche che per tutti gli adulti sarebbe pi educativo restarsene a casa e riflettere su testimonianze come queste, piuttosto che arrancare in pullmann fino ad un luogo di morte e trasformarlo, volenti o nolenti, in una sorta di luna park In questo mi associo al punto di vista offerto da Sergei Loznitsa nel suo film documentario Austerlitz Ricopio da un intervista a Loznitsa Provavo disagio nello stare in quel luogo senza sapere come comportarmi La visita del campo ti forniva un sacco di informazioni tecniche sull organizzazione del campo e sull assetto dei forni crematori e delle camere a gas, ma ti dava poco in termini di riflessione sulla tragedia, di redenzione e catarsi quello che pensavo dovesse essere l essenza della visita Che ci facevo io l Avevo il diritto di stare in quel campo come visitatore questo il modo per commemorare e piangere migliaia di vittime innocenti Domande che sono rimaste a lungo nella mia testa Ho girato Austerlitz nel tentativo di trovare una risposta Questi centri commemorativi prosegue Loznitsa rappresentano l esatto contrario di ci che dovrebbero essere non luoghi della memoria, ma della dimenticanza Non possibile acquisire reale consapevolezza della catastrofe solo immagazzinando dati meccanici sul funzionamento dei forni crematori o facendo un selfie dentro la camera a gas Dovremmo invece creare dei luoghi dove sia possibile pregare, piangere, raccogliersi in meditazione La sola cosa che si impara da questi memoriali che la tecnica di assassinio di massa era molto efficiente Ecco, concludo io, il luogo per raggiungere la giusta meditazione e riflessione semplicemente la propria poltrona, con in mano un libro come questo e il cervello in modalit on.


  3. says:

    La recensione presente anche sul blog Ho ricevuto dalla casa editrice una copia del libro in cambio di un onesta recensione Le parole, le considerazioni, le analisi, ma soprattutto l eroica condotta di questo mite farmacista e delle sue assistenti, tra i pochi a considerare quel maledetto luogo pur sempre una patria comune , ci insegnano che la vita di ogni persona, pur in una situazione devastata dalla morte di massa, pu ancora essere ritenuta il pi grande dono che ci stato dato e che abbiamo sempre il dovere di salvaguardarla, anche quando sembra impossibile farlo Estratto dalla perfezione di Marcello Pezzetti,Utet, 2016A dispetto di un titolo cos romantico ed evocativo, Il farmacista del ghetto di Cracovia non un racconto n un romanzetto una testimonianza dura terribilmente dura ma diretta delle follie naziste.Siamo qui in una Polonia appena diventata il nuovo parco giochi nazista, in particolare ci troviamo a Cracovia nel ghetto pardon, Quartiere ebraico di Cracovia.E il quartiere con i suoi edifici chiusi sul lato ariano e stipati fino all inverosimile di persone circa 17.000 , con le sue strade nelle quali si riversano anche bambini e ammalati e malati di mente durante i trasferimenti , con i suoi accessi militarmente controllati, un quartiere completamente trasformato.Non solo per la nuova conformazione, i nuovi limiti invalicabili in filo spinato, il coprifuoco sono le persone a essere cambiateLa preoccupazione per l oggi cancella il ricordo del passato e la prospettiva per il futuro Cos sono costretti a vivere gli abitanti del ghetto bugie, inganni, percosse, insulti, minacce.Trasferimenti e rastrellamenti sono gli unici eventi che si ripresentano nel ghetto con una certa terribile frequenza e gli unici dopo i quali si fa la conta di chi rimasto e la conta di chi non c pi.La farmacia All Aquila uno dei pochi luoghi dove ancora permesso piangere un caro picchiato a morte o deriso o trascinato via da qualche nazista dove permesso gioire per aver ottenuto un permesso un semplice pezzo di carta grazie al quale, per , aver salva la vita e dove poter trovare un nascondiglio anche durante il coprifuoco.Tadeusz Pankiewicz e le sue collaboratrici Irena Dro dzikowska, Aurelia Danek Czortowa e Helena Krywaniuk si impegnano in questo ogni giorno e assistono impotenti, come moltissimi altri, a ci che sta avvenendo proprio davanti alle finestre della farmacia.Per quanto gli fu possibile cercarono di aiutare regalando medicinali a chi stava per partire e forse non tornare mai pi o fingendo di esserne privi per consentire a qualcuno di uscire dal ghetto e scomparire oppure fornirono tintura per capelli a chi era troppo anziano e di conseguenza considerato inabile al lavoro e di conseguenza deportato nascondendo pergamene e libri e effetti personali all interno della farmacia organizzandosi anche con scomparti segreti Quando possibile cercano di addolcire i tedeschi per convincerli a rilasciare permessi e di conseguenza salvare vite o ottenere la grazia.Non solo soli Con loro tantissimi altri, nomi pi o meno noti ma tutti ugualmente importanti Feliks Dziuba e il suo collaboratore J zef Zaj c, il dottor Ludwik urowski, il dottor Biberstein, tutti i componenti dello OB che collaborava con la resistenza esterna, Oskar Schindler e tantissimi altri.Non mancano, tuttavia, anche i nomi dei delatori e degli informatori della Gestapo e delle SS che con gioia riportavano ogni genere di segnalazione ai tedeschi E, anzi, bene fare anche i loro di nomi sebbene poi molti di loro, per questa loro devozione alla Gestapo o alle SS, furono fucilati dai loro stessi padroni.Insomma, le testimonianze di questo periodo non sono mai facili n di agile lettura Si tratta di un periodo oscuro, ignominioso della nostra storia umana, ma va conosciuto.Va affrontato.E ritengo che il modo migliore sia quello di leggere e informarsi Non c nulla di meglio che ascoltare e leggere le testimonianze dirette di chi ha visto e sentito e provato e vissuto la violenza nazista sulla propria pelle.Una prima edizione del libro fu presentata nel 1947 piena, per , di censure Una seconda edizione, cui questa si rif , aggiunge nuovi ricordi e nuove vite spezzate Nonostante questo e allo stesso autore pare sia capitato in prima persona un incontro del genere c chi comunque continua a non credere che una tale quantit di atrocit fu commessa o che un tale massacro sia davvero avvenuto.Tadeusz Pankiewicz, Giusto fra le nazioni, non uno scrittore e questo si avverte nella lettura del libro ma stato un testimone Non si creda, quindi, che gli episodi da lui riportati siano gonfiati o esagerati, perch purtroppo non furono i soli episodi che si verificano nell Europa nazista.E le deportazioni, il viaggiare giorni e giorni stipati in vagoni bui e pieni senza acqua n cibo, l orrore dei campi di sterminio, le camere a gas, i forni crematori, gli stanzoni ricolmi di effetti personali strappati, famiglia distrutte, bambini amputati e torturati usati come cavie, violenze, stupri, furti, percosse successo tutto e molto altro.Quindi, per ricordarsi che la vita umana non deve essere alla merc di un capriccio, che nulla vale quanto una vita, ti consiglio di leggere questa testimonianza e, se hai interesse, anche gli altri libri qui indicati.E non dovremo solo ricordare e vergognarci per le bassezze di cui il genere umano stato capace, ma dovremo fare altrettanto qui a maggior ragione vergognarsi sapendo che molti mostri nazisti non hanno ricevuto la loro giusta punizione tra chi non ha mai dovuto venire a patti con la giustizia e chi, invece, quella stessa giustizia assurdamente assolse.P.S Non mi permetterei mai di dare una valutazione a questo genere di libri, considerando anche che qui si tratta proprio di una testimonianza diretta Le 5 rappresentano solo il mio caldissimo consiglio di leggere Il farmacista del ghetto di Cracovia.


  4. says:

    Una testimonianza diretta e cruda del farmacista Tadeusz Pankiewicz di ci che avvenne a Cracovia nel ghetto durante la seconda guerra mondiale La farmacia divenne un mezzo per salvare vite Non solo fu anche testimone di tutte le atrocit che accaddero durante quegli anni.


  5. says:

    E una testimonianza di chi c era e ha visto ed sopravissuto per raccontare Fortuna si, perch nato dalla parte giusta ma anche coraggio e capacit di sopravvivere anche davanti all impensabile, incredibile e inumano Che poi, inumano che La Storia insegna che gli umani uccidono cos , gli animali no.Da leggere in un periodo in cui intere nazioni si lavano le mani e la coscienza davanti all evidenza perch loro no, non hanno fatto nulla.Letterariamente non valutabile E appunto una testimonianza, una raccolta di ricordi, di nomi, per non dimenticare chi morto e non pu pi parlare.


  6. says:

    First, I always have trouble rating Holocaust memoirs who am I to judge such a thing This is a difficult book, and definitely NOT a memoir for beginners I m very glad to have read it, very glad to have it in my collection, and very glad that the Holocaust Museum is carrying this title, which was out of print.The difficulty here is that there is very little in the way of narrative structure it is mainly Mgr Pankiewicz s thought and impressions of what he saw while his pharmacy was in the Cracow ghetto He doesn t give logistical details of his own actions very often, despite the fact that those actions earned him his status as one of the Righteous Among Nations Instead he focuses on delineating the responses of Jews in the ghetto to what has happening to them, and the behaviors of the perpetrators He frequently lists people victims survivors perpetrators if you ve done a lot of reading some of the names are sometimes familiar, but usually they re not Frequently, he seems to be responding to deniers, or those who try to lessen the severity of what happened in Cracow To all those, Mgr Pankiewicz invariably responds that if they were not there, they cannot fully comprehend the true horror of what he witnessed Not in a self righteous way, but as a way of saying take my word for it it truly was that horrible, that evil The descriptions in the book, while never gratuitous, are sometimes quite vivid While he never hesitates to condemn the actions of individuals, he also doesn t hesitate to assess people as fair or good or honest, regardless of affiliation He also includes a well reasoned defense of the actions of various although not all members of the Cracow Ghetto Judenrat, commonly condemned later as collaborators or worse.For those who already know about the Cracow Ghetto, this is an excellent addition Holocaust readers who don t mind not getting details about Mgr Pankiewicz s life will benefit from his descriptions of human behavior descriptions uncluttered by psychological jargon But those just looking for standard or comprehensive memoir fare will probably be dissappointed by this book While I d have liked to have those details, or to find a biography of Mgr Pankiewicz, I m very glad to have read this.


  7. says:

    Very sad and horrific.This is not a fictional story, it s not even a story, it s the telling of the tragedy of the Krak w Jewish ghetto from the only non Jewish resident of the ghetto, the pharmacist Tadeusz Pankiewicz.If you ve seen Schindler s List, then this is the focus on the Jewish ghetto s inhabitants from where Schindler took his workers, and the Where the Jews of Krak w lived in inhuman conditions and fear, before they where transferred to the Plaszow concentration death camp, managed by Amon Goth.None of the events here are new to me, or to anyone who knows a little about the Holocaust, but it is a first hand witness s account and therefore chilling to the bone.I wish there where people like Tadeusz Pankiewicz.


  8. says:

    Wonderful, touching story of the gentile pharmacist who was allowed to continue working in the Jewish Ghetto during the German occupation I m teaching the History of Pharmacy this fall, and it is unknown heroes like Tadeusz Pankiewicz that need to be brought to the attention of the world As a person of Polish heritage and as a fellow pharmacist his quiet heroism and his willing testamony to what he saw has made him a personal hero to me and he has been numbered amongst the Righteous Among Nations.


  9. says:

    it s not high literature but his reflections on a horrific time and situation.


  10. says:

    A powerful story about the Jewish District in Krakow and a must read Told in a stream of conscientiousness, it follows the author s experience before, during, and after the Jewish District existed.


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